GLI ACCONTI DI IMPOSTA IN PERIODO DI CRISI

Entro il prossimo 30 novembre 2009 la quasi totalita` delle imprese sara` chiamata a versare il secondo acconto d`imposta IRES/IRPEF e IRAP (oltre che INPS per i soggetti iscritti).

Mai come quest`anno l`operazione si preannuncia complicata, soprattutto per la grave situazione economica e finanziaria che si protrae da molti mesi.
E` quindi importante valutare per tempo l`ipotesi di rideterminare gli acconti dovuti sulla base del metodo previsionale, e quindi sulla base del reddito imponibile previsto per il 2009 (anziche su quello realizzato a consuntivo nel 2008).
Il rischio, in caso di errore nella stima/previsione, con conseguente versamento inferiore a quanto effettivamente dovuto in sede di liquidazione delle imposte calcolate sul reddito 2009, e` quello di vedersi comminata la sanzione del 30% sulle somme non versate (oltre ad interessi). Ma si potra` comunque intervenire per correggere l’errore mediante ravvedimento operoso.
Per agevolare il lavoro dei nostri clienti abbiamo predisposto alcuni fogli di calcolo che "guidano" nella stima dell`imponibile fiscale 2009 considerando tutte le variazioni da apportare al risultato contabile stimato.

 

Tremonti: «Via alla Banca del Sud»

In arrivo il via libera alla Banca del Mezzogiorno. «Non ci sono problemi, oggi il Senato approva l'emendamento con il testo già approvato dal Consiglio dei ministri sulla Banca del Sud». Così il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha confermato l'inserimento del pacchetto Banca del Sud nella Finanziaria, nel corso di una conferenza stampa con il mondo del credito cooperativo che sostiene il progetto. «La legge Finanziaria - ha detto Tremonti - ha effetto dal 1° gennaio 2010: se il testo oggi votato al Senato passa anche alla Camera e passa la legge, si parte da li». Tremonti ha voluto anche precisare che «va poi formato il comitato ed elaborato il progetto industriale. Poi partiamo. Prima è meglio é». L'Unione europea, ha detto il ministro, non dovrebbe porre ostacoli al progetto della Banca del Mezzogiorno. «La compatibilità con l'Unione europea - ha detto Tremonti - la verificheremo, ma francamente non credo che ci sono problemi di quel tipo. Penso ci sarà un confronto costruttivo».


«Nel progetto del governo c'é anche l'abbattimento di fiscalità di vantaggio per la raccolta
destinata al Sud: se la raccolta viene impiegata nel Mezzogiorno l'aliquota é il 5 per cento». Il ministro ha sottolineato che si tratta «dell'aliquota più bassa d'Europa. Credo sia molto importante per il Mezzogiorno. Questo é un altro aspetto, non é la Banca per il Mezzogiorno. Qualsiasi banca o persona se decide di impiegare i propri capitali al Sud lo Stato mette l'aliquota più bassa d'Europa».

Prevista l'istituzione di un comitato promotore della Banca del Mezzogiorno, composto da un massimo di 15 membri nominati dal presidente del Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell'Economia, che dovrà «individuare e selezionare i soci fondatori, diversi dallo Stato, tra istituti di credito operanti nel Mezzogiorno, imprenditori o associazioni di imprenditori, società a partecipazione pubblica nonché da altri soggetti che condividano le finalità e le attività della banca». La Banca, prosegue l'emendamento, agisce attraverso la rete di banche e delle istituzioni che aderiscono all'iniziativa con l'acquisto di azioni e può stipulare apposite convenzioni con Poste Italiane.

La Banca potrà emettere obbligazioni per finanziare le Pmi «che investono nel Mezzogiorno», o per finanziare specifici progetti infrastrutturali del Mezzogiorno, potrà poi stimolare e sostenere la nascita di nuove banche a vocazione territoriale nelle aree del Mezzogiorno. Al termine di una fase di avvio, e comunque trascorsi 5 anni dall'inizio dell'operatività della banca, l'intera partecipazione dello Stato, salvo un'azione, «è redistribuita tra i soci fondatori privati».

12 novembre 2009
fonte: Il sole 24 ore
http://www.ilsole24ore.com

Fisco, oggi a Cdm taglio acconti Ires e Irap da 3 miliardi

ROMA (Reuters) - Dovrebbe valere 3 miliardi di euro la riduzione degli acconti Ires e Irap che varerà oggi il Consiglio dei ministri.

Lo riferisce una fonte governativa anticipando i contenuti del decreto legge inserito all'ultimo momento nell'ordine del giorno della riunione.Il decreto ricalca l'analoga misura decisa l'anno scorso e mira a fornire liquidità aggiuntiva alle imprese, fiaccate dalla crisi economica.Il taglio degli acconti assume tecnicamente la forma di un differimento e i minori importi pagati nel 2009 saranno recuperati nel 2010 con il pagamento del saldo.In base allo schema dei versamenti, le imprese avrebbero dovuto pagare entro il 30 novembre il 60% dell'imposta, dopo aver versato a luglio il 40%.Secondo quanto riferisce la fonte governativa le società potranno ora versare una percentuale ridotta di almeno tre punti percentuali.La manovra è a invarianza di saldo perché le minori entrate saranno coperte dal gettito dello scudo fiscale, che secondo il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dovrebbe fruttare tra i 3 i 4 miliardi complessivi.Il taglio degli acconti permette al governo di risolvere almeno in parte anche un problema contabile.Come ha segnalato l'Istat, il gettito raccolto con lo scudo sarà iscritto a bilancio 2009 dal momento che l'imposta del 5% per la regolarizzazione o il rimpatrio dei capitali detenuti illecitamente all'estero deve essere versata entro il 15 dicembre 2009. Il governo vuole però usare quei soldi nel 2010 e lo sfasamento tra contabilizzazione e utilizzazione delle maggiori risorse rischia di aumentare deficit e debito.Ora invece, compensando il decreto con i fondi dello scudo, sarà possibile utilizzare le maggiori entrate versate in sede di saldo per finanziare l'anno prossimo nuove misure di sostegno all'economia.

 

Spese di rappresentanza

Il decreto Ministeriale del 19 novembre 2008 pubblicato sulla G.U. del 15 gennaio 2009 in attuazione di una norma prevista dalla Finanziaria 2008, ha stabilito i criteri di deducibilità delle spese di rappresentanza distinguendole da quelle di ospitalità.

 

Rientrano nelle spese di rappresentanza:

a) le spese per viaggi turistici in occasione dei quali siano programmate e in concreto svolte significative attivita' promozionali dei beni o dei servizi la cui produzione o il cui scambio costituisce oggetto dell'attivita' caratteristica dell'impresa;
b) le spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o di festivita' nazionali o religiose;
c) le spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione dell'inaugurazione di nuove sedi, uffici o stabilimenti dell'impresa;
d) le spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di mostre, fiere, ed eventi simili in cui sono esposti i beni e i servizi prodotti dall'impresa;
e) ogni altra spesa per beni e servizi distribuiti o erogati gratuitamente, ivi inclusi i contributi erogati gratuitamente per convegni, seminari e manifestazioni simili il cui sostenimento risponda ai criteri di inerenza sopra indicati.

 

Sono invece da considerarsi di ospitalità:

le spese per ospitare i clienti anche potenziali, in occasione di fiere e mostre o di visite allo stabilimento a condizione che il contribuente conservi apposita documentazione che attesti l’inerenza di detti costi, inerenza piu’ stretta di quelle di rappresentanza.

LOTTA ALL’EVASIONE – Società di comodo strette nella morsa degli accertamenti

In arrivo atti impositivi riguardanti le società non operative

In questi giorni sono stati consegnati numerosi atti impositivi relativi alle società non operative, in particolar modo riguardanti il periodo d’imposta 2006. Questi atti sono stati indirizzati, per la maggior parte, a coloro che hanno ricevuto il rigetto dell’istanza di interpello disapplicativo e che non si sono adeguati in sede di dichiarazione ai valori minimi richiesti. Secondo quanto sostenuto dall’Agenzia delle Entrate con le circolari 5/E/07 e 7/E/09, in caso di omessa presentazione dell’interpello disapplicativo, non viene ammesso l’eventuale ricorso contro l’accertamento basato sulla disciplina delle società non operative.

Fonte: Il Sole 24 Ore
 
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